Il Poker - regole ufficiali

Il grande successo del poker è dovuto al fatto che l'abilità del giocatore è molto più importante rispetto ad altri giochi d'azzardo, al punto da consentire l'esistenza di giocatori professionisti: la fortuna è ovviamente determinante per le singole mani ma la valutazione delle probabilità, l'osservazione del comportamento degli altri giocatori al fine di intuire le loro combinazioni e l'esecuzione di bluff per indurli in errore fanno la differenza nell'arco di una partita.

Scopriamo assieme a Juegopedia le principali regole e i migliori trucchi per vincere a Poker!

 

 

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La Storia

Il primo gioco che mostra una qualche affinità concettuale col poker moderno risale all’Italia del XV secolo e si chiama Primiera. Si poteva descriverlo così: i giocatori ricevono delle carte e poi competono per aumentare il proprio credito (stake); vince chi ha la migliore combinazione di carte o chi gli avversari suppongono abbia la migliore combinazione di carte.
Un percorso plausibile passa per le numerose varianti che la Primiera ha avuto nei secoli in Europa. Tra queste il tedesco Poch (o Pochen) era un gioco che consisteva in tre diverse fasi, in una delle quali i giocatori scommettevano su chi avesse la migliore combinazione di carte. In Francia il Poch fu chiamato Poque e da lì, alla fine del XVIII secolo, raggiunse la colonia francese della Louisiana.
Il passaggio da Poque a poker fu dovuto alla pronuncia americana del nome francese e avvenne presumibilmente fra il 1810 e il 1825. Il terreno era fertile in quei decenni per un gioco come il poker: la Louisiana si preparava all’incorporazione negli Stati Uniti, New Orleans (o La Nouvelle Orleans) viveva una sorta di boom commerciale e stava diventando la capitale del gioco negli States, ruolo che avrebbe poi mantenuto per parecchi anni.
Tra il 1830 e il 1850 le regole divennero più articolate: si passò al mazzo di 52 carte e fra le combinazioni furono introdotte la scala e il colore.
Gli ultimi fondamentali passi verso il poker classico (Draw poker) come tutti lo conoscono, furono compiuti nella seconda metà del XIX secolo. Per prima cosa l’introduzione del draw, cioè la possibilità, che dà il nome al gioco, di scartare alcune delle sue carte per pescarne altrettante, che spera migliori. L’altra regola fu l’aggiunta dei jackpot: i giocatori non potevano «aprire » in mancanza di almeno una coppia di Jack (Jacks or better).
A questo punto il più era fatto, il poker era diventato il gioco americano par excellence e il suo sviluppo non si sarebbe più arrestato. Subito arrivano tutte le varianti “Stud” (nelle quali ogni giocatore ha un mix di carte coperte e scoperte), immortalate in pellicole come Cincinnati Kid e Havana.
Negli anni Settanta lo Stud era certamente la forma di poker più praticata.
Poi fu la volta del Texas Hold’em, il nuovo stile con le “carte comuni”; si era sviluppato nella regione di Dallas (in Texas, guarda caso) tra gli anni venti e trenta, ma per la consacrazione definitiva bisogna aspettare il 1971, quando il torneo di Texas Hold’em No Limit viene scelto da Benny Binion quale Main Event (torneo principale) delle World Series of Poker. Da quel momento la popolarità di questo stile non ha fatto che crescere: è stato definito - ed è ancora considerato – la Cadillac del poker.
Il poker si è evoluto in sport spettacolare, sta conoscendo un incredibile boom in tutto il mondo, con oltre 100 milioni di praticanti. Emozione, calcolo, psicologia, fortuna: il Texas Hold’em offre davvero tutte le possibili pulsioni che si possono chiedere a un gioco. E richiede ai praticanti disciplina, abilità, tempismo, corretta valutazione della situazione.
Ma il passo fondamentale per la trasformazione in un vero e proprio sport della mente, al pari di Scacchi, Bridge e Backgammon, è stato lo sviluppo della formula dei tornei. I giocatori si iscrivono, pagano una quota fissa e ricevono una quantità predeterminata di chips, uguale per tutti. Chi esaurisce la sua dotazione è eliminato e così via via diminuisce il numero di tavoli, fino ad arrivare al tavolo finale, e poi ancora fino a che di giocatori in gara ne resta uno solo, il vincitore!
Per fare in modo che il torneo non abbia una durata indefinita, è stato introdotto il meccanismo della inesorabile crescita progressiva del livello dei bui, cioè delle puntate fisse che i primi 2 giocatori alla sinistra del mazziere sono sempre costretti a effettuare. Geniale, coinvolgente, emozionante.
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Le Regole Generali (per tutti i tipi di Poker)

Le Carte

In tutti gli stili di poker si gioca con un mazzo di 52 carte anglo-francesi con i 4 semi di picche, cuori, quadri e fiori. Per ogni seme ci sono 13 carte, in valore crescente: 9 carte numerali (dal 2 al 10) e poi Jack (fante), Queen (donna), King (re) e Asso.
 

Le Chips

Le chips sono gettoni rotondi utilizzati nei tavoli da gioco per fare le puntate. Nei tornei tutti i giocatori iniziano con la stessa quantità di chips. Quando un giocatore perde tutte le sue chips viene eliminato ed è fuori dal torneo. Il giocatore che vince il torneo accumula tutte le chips di tutti i partecipanti.
Nel cosiddetto cash game (partita libera), le chips si acquistano alla cassa prima di giocare. Durante la partita i giocatori possono acquistare altre chips, ma solo fra una mano e l’altra. A fi ne partita le chips accumulate si cambiano in denaro.
 

Il Tavolo

Al tavolo di poker siedono da 2 a 10 giocatori.
Ove possibile ci si avvale di un mazziere professionista (dealer) che distribuisce le carte per tutti, mentre il bottone (button) gira nel tavolo in senso orario per indicare chi è il mazziere “virtuale” di turno.
Nelle partite private, se non si dispone di un dealer, sono i giocatori stessi che distribuiscono le carte.
Ogni giocatore fa il mazziere per un solo colpo e poi passa le carte al giocatore alla sua sinistra, cioè il mazziere gira in senso orario. Il mazziere mescola accuratamente il mazzo e lo fa tagliare al giocatore alla sua destra; poi inizia la distribuzione delle carte una alla volta a partire dal giocatore alla sua sinistra (l’ultima la riceve lui stesso).
 

Le Combinazioni   

Ad ogni mano di poker - qualunque sia lo stile che si sta praticando - i giocatori cercano di ottenere combinazioni di 5 carte (mani) del maggior valore possibile ed effettuano una serie di puntate e di rilanci (puntate più alte delle precedenti) con le modalità che verranno via via descritte. Lo scopo di ogni mano è quello di aggiudicarsi il piatto (pot), cioè l’insieme di tutte le chips puntate in quella mano; ciò si può ottenere o avendo la migliore combinazione al termine delle puntate, o avendo fatto una puntata che nessun altro giocatore è disposto a “vedere”, cioè a farne egli stesso una di uguale.
Lo scopo della partita è naturalmente vincere quante più chips possibile.
 

Scala Reale (Royal Flush)    

5 carte dello stesso seme in scala, dall’Asso al 10:

È la più forte combinazione possibile.

 

Scala Colore (Straight Flush)    

5 carte dello stesso seme in sequenza:

Il seme non ha rilevanza, conta solo la carta più alta. È possibile collocare l’Asso anche prima del 2 facendogli assumere il valore 1; ne consegue che la scala colore minima è quella al 5 (5-4-3-2-A):

Poker (Four Of A Kind)   

4 carte dello stesso valore e un’altra qualsiasi carta:

Fra più poker vince quello di valore maggiore. Se il poker è lo stesso, prevale chi ha la quinta carta di maggior valore; se anche questa è uguale i poker sono alla pari:

batte

 

Full (Full House)    

3 carte dello stesso valore (tris) più 2 carte di un altro valore (coppia):

Fra più full conta il valore del tris (un full di J e 2 batte un full di 9 e Assi):

batte

Se il tris è dello stesso valore, prevale chi ha la coppia più alta; se anche questa è uguale i full sono alla pari. Attenzione: se si gioca con sole 32 carte il full perde contro il colore.

Colore (Flush)    

5 carte, tutte dello stesso seme, ma non in scala:

Il seme non ha rilevanza, conta solo la carta più alta, poi la seconda e così via.

batte

Attenzione: se si gioca con sole 32 carte il colore batte il full.
 

Scala (Straight)    

5 carte in sequenza di valore, non tutte dello stesso seme:

I semi non hanno rilevanza, conta solo la carta più alta. È possibile usare l’Asso prima del 2 per ottenere la scala “minima”, cioè quella al 5:

Scale con la medesima carta più alta sono alla pari.

Tris (Three of a Kind)    

3 carte dello stesso valore più 2 carte spaiate:

Fra più tris vince quello maggiore. Se il tris è lo stesso, prevale la carta isolata più alta, poi la seconda carta isolata. Se anche questa è uguale i tris sono pari.
 

Doppia Coppia (Two Pair)    

2 coppie separate più una quinta carta spaiata:

Fra più doppie coppie conta la coppia più alta, poi la seconda coppia, poi la carta spaiata. Se tutte e 5 le carte sono uguali le doppie coppie sono alla pari.

batte

Coppia (One Pair)    

2 carte dello stesso valore più altre 3 carte spaiate:

Fra più coppie prevale la più alta; se le coppie sono uguali vince la carta isolata più alta, poi la seconda e poi la terza. Se tutte e 5 le carte sono uguali le 2 coppie sono pari.
 

Carta Alta (No Pair)    

5 carte spaiate:

Fra più mani di questo tipo prevale quella con la carta più alta, in caso di parità quella con la seconda carta più alta e così via fi no alla quinta. Se tutte e 5 le carte sono uguali le mani sono pari.
 

Le Puntate  

Ciò che caratterizza il gioco del poker, qualunque sia lo stile, è il susseguirsi di una serie di giri di puntate con le quali i giocatori “scommettono” che le loro carte alla fi ne della mano saranno le migliori fra quelle rimaste in gioco.
I giocatori parlano in senso orario a partire da quello alla sinistra del mazziere. Per identifi care i tipi di puntate vengono spesso usati termini inglesi perché ormai sono quelli in uso in tutti i tavoli di Poker del mondo.
Vediamo quali sono le varie puntate possibili.
 

Check (Check) 

Non si aggiunge nulla a ciò che c’è già nel piatto e si passa la parola al giocatore seguente.
Si fa check dicendo “check” oppure battendo un dito o la mano o il pugno sul tavolo.
Nel gioco on line compare il pulsante “check” quando questa è un’opzione possibile.
Si può fare check quando non ci sono ancora state puntate, cioè, sostanzialmente, quando:
Doppia Coppia (Two Pair) 2 coppie separate più una quinta carta spaiata:
- si è primi a parlare;
- tutti i giocatori che hanno parlato prima hanno a loro volta fatto check.
Non si può fare check quando c’è già stata una puntata.
 

Bet (Punto) 

Si fa una nuova scommessa, puntando, cioè mettendo nel piatto, un certo ammontare di chips.
Quando un giocatore punta, cioè effettua l’azione “bet”, può:
- dichiarare a voce alta l’entità della puntata e poi prendere le chips e metterle nel piatto;
- mettere direttamente nel piatto la puntata che intende effettuare, senza dichiarare nulla; in questo caso però tutte le chips devono essere messe con un unico movimento.
Si può fare bet quando non ci sono ancora state puntate, cioè, sostanzialmente, quando:
- si è primi a parlare;
- tutti i giocatori che hanno parlato prima hanno fatto check.
Non si può fare bet quando c’è già stata una puntata.
 

Fold (Passo) 

Non si accetta la scommessa e ci si ritira dalla mano.
Quando un giocatore passa (lascia), cioè effettua l’azione “fold”, scarta le sue carte mettendole coperte al centro del tavolo, di modo che il dealer possa raccoglierle.
Un giocatore può sempre ritirarsi dalla mano in corso, anche se continuarla non comporterebbe alcun esborso in chips, per esempio dopo un check avversario.
Se il fold è comunque l’ultima azione della mano, il giocatore ha diritto di scoprire le carte che sta scartando, facendole vedere a tutti i giocatori.
 

Raise (Rilancio) 

Si aumenta il valore della scommessa fatta in precedenza, cioè si mette nel piatto l’ammontare della scommessa, più un nuovo ammontare che costituisce il rilancio vero e proprio.
Quando un giocatore rilancia, cioè effettua l’azione “raise”, può:
- dichiarare a voce alta l’entità del rilancio e poi prendere le chips dichiarate e metterle nel piatto;
- mettere direttamente nel piatto il rilancio che intende effettuare, senza dichiarare nulla; in questo caso però tutte le chips devono essere messe con un unico movimento.
Nel gioco live la cifra che si indica per il rilancio viene normalmente intesa come quella complessiva cui si intende arrivare, per esempio, di fronte a una puntata di 50, “raise 100” significa come “porto la scommessa fino a 100 (cioè la aumento di 50) e non “aggiungo 100 alla scommessa corrente portandola a 150”.
 
 

Call (Vedo) 

Si accetta l’ultima scommessa effettuata, sia essa una puntata o un rilancio.
Quando un giocatore vede, cioè effettua l’azione “call”, mette sul piatto tante chips quante ne servono per “coprire” (pareggiare) la scommessa in corso.
All’inizio di ogni mano il giocatore alla sinistra del “bottone” (cioè che funge da mazziere per quella mano) mette nel piatto un ammontare fisso stabilito a priori, detto Small Blind (o Piccolo Buio o SB), mentre il giocatore seguente ne mette un secondo, chiamato Big Blind (o Grande Buio o BB) e di valore generalmente doppio del precedente.
I bui sono considerati vere e proprie puntate, anche se obbligatorie.
 

Showdown 

Quando nell’ultimo giro di puntate ci sono stati uno o più “vedo”, si svolge lo showdown per l’aggiudicazione del piatto, cioè si procede al confronto delle mani fra tutti i giocatori rimasti in gara. Chi ha fatto l’ultima puntata o rilancio scopre per primo tutte le sue carte e dichiara la combinazione che ha ottenuto, poi tocca ai giocatori che hanno “visto”, uno alla volta in senso orario (l’ultimo che ha visto mostra quindi il suo gioco per ultimo). Se chi vede ha una combinazione inferiore a chi ha già mostrato le carte (cioè ha comunque perso la mano), può concedere il piatto, ovvero scartare le sue carte senza mostrarle. Se invece chi vede ha una combinazione più alta, mostra tutte le sue carte e dichiara a sua volta la combinazione ottenuta. Si procede così con tutti i giocatori che hanno visto:
quello che ha la combinazione più alta si aggiudica l’intero ammontare del piatto. Nel caso di combinazioni uguali si divide il piatto in parti uguali (nel caso ci sia una chip del taglio più piccolo dispari, questa viene assegnata a quello fra i giocatori in gara che si trova in posizione inferiore, cioè che ha parlato per primo).
Vige il principio delle carte che “parlano per se stesse”, cioè se il giocatore sbaglia nel dichiarare la sua combinazione, ma mostra le carte, vale la combinazione che effettivamente si vede nelle carte; quando invece butta via le sue carte, non è più possibile correggere quanto dichiarato.
 

All In  

Un giocatore va in “all in” quando punta tutte le chips che possiede. Se queste non sono sufficienti per coprire la puntata corrente, il piatto viene diviso nel “main pot”, formato da tutte le puntate coperte dal giocatore in all in, e in un “side pot”, ove confluiscono tutte le parti di puntata non coperte e le puntate successive all’all in.
Da quando va in all in, un giocatore non può più intervenire con proprie azioni nello svolgimento della mano.
Il main pot è aggiudicato al giocatore con la combinazione migliore fra tutti i partecipanti, incluso il giocatore in all in; il side pot è aggiudicato al giocatore con la migliore combinazione, escluso il giocatore in all in.
Se nel corso di una mano più giocatori vanno in all in, si costituiscono più side pot.

La Strutura Delle Puntate  

No limit
Non ci sono limiti, e infatti ogni giocatore può puntare o rilanciare quanto vuole, con unico tetto tutte le chips che ha a disposizione in quel momento.
Il No limit Texas Hold’em è considerato la migliore forma di poker e tutti i tornei più importanti si svolgono con questa struttura.
 
Pot limit
Il giocatore può rilanciare al massimo del valore del pot dopo che ha pareggiato la puntata corrente.
Se il piatto è 100, la puntata massima è 100; se però il piatto è 100 e un giocatore ha già puntato il pot di 100, un nuovo pot corrisponde a una puntata complessiva di 400: 100 per pareggiare la puntata e 300 per rilanciare di quello che c’è in quel momento nel pot. È la forma di puntata più usata nella specialità Omaha, mentre non è molto diffusa nel Texas.
 
Limit (Fixed limit)
Le puntate e i rilanci sono regolati da limiti ben precisi. Per esempio un tavolo 20-40, significa che nei primi due giri le puntate vanno di 20 in 20, nei seguenti due vanno di 40 in 40. Per ogni giro ci può essere una puntata e un massimo di tre rilanci, dunque prima 20-40-60-80, poi 40-80-120-160.
Fa eccezione il caso in cui sono rimasti in gioco solo 2 giocatori: i rilanci possono continuare indefinitamente, sempre però del valore prefissato.
Si tratta di una struttura poco nota al pubblico italiano, perché raramente utilizzata nei tornei; è invece diffusa nei tavoli liberi dei club e dei casinò stranieri.
 
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Texas Hold'Em 

Negli anni settanta la forma di poker più giocata era senza dubbio il Seven-card stud, parente della nostra Teresina; un bel passo avanti rispetto al classico Draw poker, perché introduceva il concetto di carte scoperte. Alcune delle carte dei giocatori venivano scoperte e dunque – finalmente – c’erano “informazioni” su cui ragionare e fare calcoli.
Negli anni ottanta è stata la volta del Texas Hold’em a introdurre qualcosa di nuovo e precisamente alcune carte (chiamate “community cards”) non erano più proprietà di un singolo giocatore, ma appartenevano a tutti i giocatori. Insomma, una vera rivoluzione, che ha reso il gioco più interessante e complesso. E l’Hold’em è diventato di gran lunga la forma di poker più praticata al mondo, proprio a scapito del Seven-card stud.
Col Texas Hold’em abbiamo finalmente il miglior bilanciamento tra informazioni note e deduzioni da fare: forse la sua vera forza è proprio il perfetto equilibrio fra il certo e l’incerto. Il tutto in un gioco dalla meccanica straordinariamente semplice. Si impara in pochi minuti e milioni di persone ne restano affascinate: tutto è semplice e lineare.
Il Texas Hold’em dà il meglio di sé giocato col sistema di puntate No Limit, che permette in qualsiasi momento di puntare anche tutto quello che si ha davanti: più variate le strategie, più diversificate le possibili azioni, più spazio per chi sa giocare meglio, senza che gli altri ne rimangano frustrati. Per questo è la forma di gioco che un po’ alla volta ha soppiantato tutte le altre. E col meccanismo di torneo il poker in generale, ma il Texas Hold’em in particolare, cessa definitivamente di essere considerato un gioco d’azzardo e diventa un vero sport, basato sull’abilità dei concorrenti.
Il Concetto Generale
 
In una mano di Texas Hold’em ogni giocatore dispone di 7 carte, di cui però 2 sono carte “private” (le “pocket cards” che il giocatore ha in mano coperte), mentre le altre 5 sono “community cards”, appartengono cioè a tutti i giocatori e vengono poste scoperte al centro del tavolo. In altre parole ogni giocatore ha in comune con tutti gli altri 5 delle 7 carte che costituiscono la sua mano. Fra quelle 7 carte, dopo un processo che comprende ben 4 giri di scommesse, ogni giocatore forma la sua mano di 5 carte, cioè sceglie le 5 carte che gli consentono di ottenere la combinazione migliore; ne può usare 3 comuni e 2 private, oppure 4 comuni e una privata o addirittura 5 comuni e neanche una privata. Giocatori diversi potranno usare le stesse carte comuni per formare ognuno la propria mano. Ma vediamo qualche esempio, perché è essenziale abituarsi a riconoscere al volo il punto ottenuto e le possibilità sono davvero tante.

in mano 
in tavola 
miglior mano 
Solo coppia di 9; le altre 3 carte sono le più alte fra quelle disponibili. Nella miglior mano sono comprese entrambe le 2 carte del giocatore.

in mano 
in tavola
miglior mano 
Doppia coppia di K e 7; la doppia coppia proviene tutta dal tavolo, ma la quinta carta è in mano al giocatore.
in mano 
in tavola
miglior mano 
Scala al J; non solo è la più alta delle scale possibili con queste carte in tavola, ma è anche il punto più alto possibile.
in mano 
in tavola
 
miglior mano 
Colore alla Q; c’è anche scala a K, ma naturalmente colore vale di più.
in mano 
in tavola
miglior mano 

 
Full di J con Q; si usano entrambe le carte del giocatore.
in mano 
in tavola
miglior mano 

 
Full di Assi con K.
in mano 
in tavola
miglior mano 

 
Doppia coppia di Assi e 7. Notare che i due 7 sono entrambi in tavola.
in mano 
in tavola
miglior mano 

 
Scala colore. Alla quarta carta (turn) c’era già il colore, ma alla quinta (river) è sceso l’incastro per la scala colore.
Preliminari 
Alla partita partecipano da 2 a 10 giocatori.
Il dealer, cioè il professionista che distribuisce le carte, mette il cosiddetto “bottone” (button) davanti al giocatore che in quella mano funge da mazziere virtuale.
Il giocatore alla sinistra del bottone mette nel piatto un ammontare fi sso stabilito a priori, detto Small Blind (Piccolo Buio), mentre il giocatore seguente ne mette un secondo, chiamato Big Blind (Grande Buio) e di valore generalmente doppio del precedente. Gli altri giocatori non mettono nulla.
 
 
Le Prime Due Carte 
Il dealer distribuisce 2 carte coperte a ciascun giocatore, una alla volta in senso orario, a partire dal giocatore alla sinistra del bottone.

 

Primo Giro di Scommesse 

I giocatori si basano unicamente sulle 2 carte che hanno in mano, non ci sono ancora carte comunisul tavolo.Inizia a parlare il giocatore alla sinistra del Grande Buio, che può fare:
Fold: passare dalla mano in corso
Call: vedere la puntata corrente mettendo nel piatto un ammontare pari al Grande Buio
Raise: mettere nel piatto una puntata più alta del Grande Buio
Da notare che i bui sono considerati a tutti gli effetti delle puntate e ciò rende non più disponibili le azioni Check e Punta.
Dopo il primo, i giocatori parlano a turno in senso orario; ognuno può fare Fold, Call (pari al Grande Buio se nessuno ha ancora fatto un rilancio, altrimenti è pari all’ultimo rilancio) oppure Raise (Rilanciare). 
Se non ci sono rilanci (cioè tutti i giocatori a turno passano o vedono), l’ultimo a parlare è il Grande Buio, che ha anch’egli la possibilità di rilanciare, anche se nessuno ha ancora rilanciato.
Ogni volta che c’è un rilancio, il ciclo ricomincia e i giocatori successivi possono passare, vedere o rilanciare a loro volta; se non ci sono altri rilanci, il giro finisce quando ha parlato l’ultimo giocatore prima di quello che ha effettuato l’ultimo rilancio: restano in gioco chi ha rilanciato per ultimo e chi ha visto.
Quando si conclude un giro di puntate, lo svolgimento della mano prosegue con i soli giocatori ancora rimasti in gara.
 
 

Il Flop  

Il mazziere “brucia” una carta (cioè scarta, senza scoprirla, la carta in cima al mazzo) e scopre 3 carte in centro al tavolo: queste 3 carte si chiamano fl op e sono comuni a tutti i giocatori.
 

 

Secondo Giro di Scommesse 

I giocatori, dopo il fl op, conoscono già 5 delle 7 carte che avranno a disposizione, le 2 carte private e le prime 3 carte comuni in tavola.
A partire da questo giro di puntate, inizia a parlare il primo giocatore attivo alla sinistra del bottone, che può fare:
Check:  restare in gioco senza alcuna puntata
Bet:  effettuare una puntata
Un giocatore (anche il primo a parlare) può sempre ritirarsi dalla mano con un Fold, anche se potrebbe restare in gioco senza ulteriore esborso di chips e lo fa gettando le sue carte coperte negli scarti; questa scelta è però irreversibile.
 
Dopo il primo, i giocatori parlano a turno in senso orario; ognuno può fare:
Fold:  passare e ritirarsi dalla mano in corso
Check:  solo se tutti i giocatori precedenti hanno fatto check
Bet:  solo se tutti i giocatori precedenti hanno fatto check
Call:  vedere la puntata corrente
Raise:  mettere nel piatto una puntata più alta di quella corrente

Ogni volta che c’è un rilancio, il ciclo ricomincia e i giocatori successivi possono passare, vedere o rilanciare a loro volta; se non ci sono altri rilanci, il giro fi nisce quando ha parlato l’ultimo giocatore prima di quello che ha effettuato l’ultimo rilancio: restano in gioco chi ha rilanciato per ultimo e chi ha visto; Quando si conclude un giro di puntate, lo svolgimento della mano prosegue con i soli giocatori ancora rimasti in gara.

 

Il Turn  

Il mazziere brucia una carta e scopre la quarta carta al centro del tavolo: questa carta si chiama turn (o 4th street).
 
 

Terzo Giro di Scommesse  

I giocatori effettuano il 3° giro di scommesse, con le stesse modalità del precedente.
 
 

Il River

Il mazziere brucia una carta e scopre la quinta e ultima carta al centro del tavolo: questa carta si chiama river (o 5th street ). Con il river i giocatori hanno a disposizione tutte e sette le carte per comporre il loro punto.
 

 

Quarto Giro di Scommesse

I giocatori effettuano il 4° e ultimo giro di scommesse, con le stesse modalità del precedente. Quando al termine di questo giro vi sono ancora in gioco almeno 2 giocatori, si confrontano le mani dei giocatori rimasti in gara, cioè si svolge il cosiddetto showdown.
 

L'Assegnazione Del Piatto

Vi sono due modi per vincere una mano e aggiudicarsi il piatto: essendo l’unico rimasto in gioco oppure mostrando la miglior combinazione.
 
Assegnazione del piatto - L’unico rimasto in gioco
Se in uno qualunque dei giri di scommesse un giocatore ha fatto una puntata o un rilancio e tutti gli altri hanno fatto fold (cioè nessuno lo ha visto), la mano termina in quell’istante e il giocatore che ha puntato o rilanciato si aggiudica il piatto senza essere tenuto a mostrare le sue carte.
 
Assegnazione del piatto - La migliore combinazione allo showdown
Quando al termine del 4° giro di puntate vi sono ancora in gioco almeno due giocatori, si svolge lo showdown per l’aggiudicazione del piatto, cioè si confrontano le mani dei giocatori rimasti in gara.
Chi ha fatto l’ultima puntata o rilancio scopre per primo tutte le sue carte e dichiara la combinazione che ha ottenuto, poi tocca ai giocatori che hanno “visto”, uno alla volta in senso orario (l’ultimo che ha visto mostra quindi il suo gioco per ultimo).
Se chi vede ha una combinazione inferiore a chi ha già mostrato le carte (cioè ha comunque perso la mano), può concedere il piatto, ovvero scartare le sue carte senza mostrarle. Se invece chi vede ha unacombinazione più alta, mostra le sue carte e dichiara a sua volta la combinazioneottenuta. Si procede così con tutti i giocatori che hanno visto: quello che ha la combinazione più alta si aggiudica l’intero ammontare del piatto.
Vige il principio delle carte che “parlano per se stesse”, cioè se il giocatore sbaglia nel dichiarare la sua combinazione, ma mostra le carte, vale la combinazione che effettivamente si vede nelle carte; quando invece butta via le sue carte, non è più possibile correggere quanto dichiarato.

Divisione Del Piatto

Nel Texas Hold’em è molto frequente che 2 o più giocatori ottengano combinazioni uguali. In questi casi il piatto va diviso in parti uguali, come nel seguente esempio:
giocatore A 
giocatore B
in tavola

 
Entrambi i giocatori hanno chiuso doppia coppia di Q con 7, quinta carta Asso.
Nel gioco live se le chips del taglio più piccolo sono in numero dispari, quella in più viene assegnata al giocatore che si trova in posizione inferiore, cioè che parlava per primo.
 
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Omaha - Regole

I meccanismi e le procedure di gioco sono del tutto analoghi a quelli del Texas, con l’unica determinante differenza che in mano si hanno 4 carte anziché 2 e che per fare la propria combinazione bisogna necessariamente usare 2 carte delle 4 di mano e 3 carte delle 5 di tavola: non è ammesso nessun altro assortimento.
Quindi se si gioca a Omaha ogni giocatore dispone di 9 carte: 4 sono “private” (le “pocket cards” che il giocatore ha in mano coperte), mentre le altre 5 sono “community cards”, appartengono cioè a tutti i giocatori e vengono poste scoperte al centro del tavolo. Tutto il resto, compresi i 4 giri di scommesse, funziona come nel Texas.
È molto facile imbattersi in errori di interpretazione della mano, soprattutto se si è alle prime armi.
Alcuni esempi:

in mano
in tavola
miglior mano

 
Tris di Q. Non c’è full, perché dalla tavola si devono usare esattamente 3 carte.
in mano
in tavola
miglior mano

 
Colore al K. Fino alla quarta carta c’era la scala; essendo la quinta una carta di quadri, si è chiuso colore. Notare comunque che la scala era imbattibile, mentre il colore può essere battuto da un colore più alto (all’Asso o con Q).
 

in mano
in tavola
miglior mano

 
Full di 7 con Q. Notare che c’è anche colore a fiori.

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Seven Card Stud - Regole

Il Seven Card Stud è una delle tante varianti del Poker. Ogni giocatore - se gioca tutta la mano - riceve complessivamente 7 carte, delle quali 3 coperte (le prime 2 e l’ultima) e 4 scoperte (dalla terza alla sesta), con le quali forma liberamente la sua miglior combinazione, composta naturalmente di 5 carte. La mano è intervallata da 5 giri di puntate che si svolgono dopo che il mazziere ha distribuito le prime 3 carte e dopo ogni carta successiva.
Si gioca con struttura di puntata limit o pot-limit, mai no-limit. Se si gioca limit, i primi 2 giri di puntate hanno il valore più basso, gli altri 3 giri il valore più alto.
 

Come giocare

Cosa fare con le prime tre carte è certamente la più importante delle decisioni da prendere in una mano di Seven card, analogamente a quanto avviene con le prime due carte nello stile Texas.
 

Le regole del gioco

Riassumiamo di seguito il funzionamento di base di una mano.
• Al tavolo siedono da 2 a 8 giocatori; in genere si mette nel piatto un invito;
• il mazziere distribuisce 3 carte (le prime 2 coperte e la terza scoperta) a ciascun giocatore;
• si svolge il 1°giro di scommesse;
• il mazziere distribuisce la quarta carta scoperta a ciascun giocatore ancora in gioco;
• si svolge il 2°giro di scommesse;
• il mazziere distribuisce la quinta carta scoperta a ciascun giocatore ancora in gioco;
• si svolge il 3°giro di scommesse;
• il mazziere distribuisce la sesta carta scoperta a ciascun giocatore ancora in gioco;
• si svolge il 4°giro di scommesse;
• il mazziere distribuisce la settima e ultima carta coperta a ciascun giocatore ancora in gioco;
• si svolge il 5°e ultimo giro di scommesse;
• si svolge lo “showdown” per l’aggiudicazione del piatto. Se nessuno ha visto l’ultimo rilancio (o puntata), il giocatore che lo ha effettuato si aggiudica il piatto senza essere tenuto a mostrare le sue carte.
Nota procedurale. Le carte scoperte devono restare sempre sul tavolo ordinate e ben visibili a tutti, cioè i giocatori devono evitare di prenderle in mano, coprirne la visuale con le mani o con le carte coperte o comunque renderne difficoltosa la visuale agli avversari; è già difficile considerare le carte di tutti, bisogna che almeno siano facilmente accessibili alla visuale.
Quando un giocatore passa deve coprire le sue carte scoperte e lasciarle sul tavolo di fronte a sé, ciò perché sia immediata la percezione di chi è ancora in gioco e chi no; starà ai giocatori ancora attivi ricordarsi quali carte sono già uscite, se vorranno più avanti meglio calcolare le loro probabilità di chiudere questa o quella mano.

Come giocare

Cosa fare con le prime tre carte è certamente la più importante delle decisioni da prendere in una mano di Seven card, analogamente a quanto avviene con le prime due carte nello stile Texas.
in mano
Con queste carte, in posizione iniziale è buona norma passare, ma se sei in posizione finale e non ci sono stati rilanci e non c’è un Asso esposto, perché non provare a rilanciare per “rubare il piatto” nell’ipotesi che tutti passino? In fin dei conti il K è una carta che può spaventare gli avversari. E se anche 1 o 2 ti seguono, può essere che alla prossima carta ti capiti un’altra qualsiasi figura e così i tuoi avversari, se non hanno ricevuto una carta che in qualche modo si combina con la prima, probabilmente passeranno.
in mano
Un tris alle prime 3 carte è la miglior partenza che puoi avere e normalmente vince la mano senza bisogno di miglioramenti. Dunque è proprio la situazione in cui è il caso di rallentare il gioco, per invogliare quanti più giocatori a restare in gioco e costruire il più grande piatto possibile. Quindi niente rilanci che possano denunciare la forza della tua mano, almeno prima di essere arrivati alla quinta carta. Naturalmente non c’è però la garanzia che un tris vinca: stai attento ai progetti di scala e di colore ed eventualmente anticipa i tuoi rilanci.
 
in mano
Con una doppia alta la tattica è esattamente opposta alla precedente; bisogna puntare o rilanciare subito, per fare in modo che i giocatori con mani molto deboli passino. In questo modo è molto più probabile che la tua coppia ti consenta di vincere il piatto. Se non rilanci c’è sempre la possibilità che mani mediocri chiudano fortunosamente un punto più alto del tuo. Supponiamo che tu non rilanci e un avversario che è rimasto in gioco gratuitamente, alla quarta carta effettua un rilancio:
in mano
avversario
E ora che fai? Oramai sei nettamente sfavorito!
 

Tu sei il giocatore C: A ha aperto le puntate e B è passato; a te converrà limitarti a vedere perché ci sono troppe possibilità che qualcuno di quelli che devono ancora parlare abbia una coppia superiore alla tua.
in mano
Questa è una situazione per certi versi ideale, perché al tuo rilancio, gli avversari supporranno che tu abbia una coppia di J; e così se chiuderanno coppia di Q o di K, ti rilanceranno facilmente pensando di avere vita facile.
in mano
In entrambe queste due mani hai una piccola coppia: giocare o passare? Una piccola coppia è sempre pericolosa, anche perché spesso si trasforma in una doppia che viene superata da una doppia più alta. Per questo motivo la discriminante è la terza carta: se questa è bassa, passa senza esitazione, se questa è alta (diciamo, una figura) allora puoi anche giocare, a meno che non vi sia stato un rilancio da parte di una figura più alta della vostra.
 
in mano
Ottima situazione un tris con le due carte nascoste; puoi anche puntare o rilanciare e difficilmente capiranno quello che hai in mano, più probabilmente ti accrediteranno per coppia, doppia o progetto.
in mano
Con una doppia come questa è bene puntare o rilanciare; in questo momento probabilmente hai la mano migliore, ma chiuderai full solo una volta su quattro e la mano in sé non ti garantisce la vittoria allo showdown.
in mano
Indipendentemente da quello che hai in mano, quando gli avversari vedono due carte adiacenti dello stesso seme non possono che esserne preoccupati; approfittatene e sii aggressivo.
 
in mano
Se nessun altro mostra drastici miglioramenti, questa doppia vale certamente una puntata o un rilancio; da qui si capisce anche l’importanza di restare in gioco se alla terza carta si ha una piccola coppia, solo se l’altra carta è alta: inutile fare doppia coppia per finire battuti da una doppia più alta.
 

Vediamo ora come proseguire alla quinta carta, a seconda di ciò che è sceso. Siamo partiti con 3 carte di colore:
in mano
Se alla quinta carta non si sono ancora fatti progressi, allora è tempo di abbandonare la mano, come nella situazione seguente:
in mano
Se invece è arrivata un’altra carta dello stesso seme (non importa se come quarta o quinta carta) in linea generale si cercherà di andare avanti fino alla fine, perché le probabilità di chiudere la combinazione sono piuttosto alte, come in questo caso:
in mano
 
Discorso analogo si può fare per il progetto di scala, partiamo per esempio con:
in mano
Se alla quinta non si ha ancora una bilaterale di 4 carte, meglio passare, come nella situazione seguente:
in mano
Se invece sei in progetto, puoi andare avanti fino alla fine (a patto che qualcuno non minacci un punto superiore, tipo colore), come in questo caso:
in mano

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