World Series Of Poker: dalle origini ai montepremi milionari

Oggi la World Series Of Poker (WSOP) è l’evento a cui tutti i giocatori aspirano di poter partecipare almeno una volta nella vita. Ogni anno si ripete l’esodo verso il deserto del Nevada per raggiungere la Mecca del gioco d’azzardo, Las Vegas, per assistere ai main events delle WSOP, durante i quali si gioca per vincere montepremi multimilionari.

Ma ci credereste se vi dicessimo che nel 1970, quando ebbe inizio la storia di questo evento, a Las Vegas c’erano non più di 50 tavoli per giocare  a poker, 70 nell’intero Stato del Nevada. Allora il poker non era un gioco popolare e per questo pochi erano i Casinò attrezzati per potervi giocare, tanto che il primo torneo ufficiale ebbe luogo non a Las Vegas bensì in Texas, a Reno e si chiamò Texas Gambler Reunion.

 A convocare in Texas una trentina di giocatori furono Tom Moore e Vic Vickrey, i veri padri delle WSOP. La stanza dove si giocò il torneo era poco più grande di una camera d’albergo e a vincere fu Jhonny Moss, che tuttavia di fatto non vinse il torneo, ma fu solo nominato miglior giocatore.

L’anno seguente Moore e Vickrey decisero di non ripetere l’evento e, paradossalmente, fu proprio questo fatto a segnare la storia delle WSOP.
Il proprietario del leggendario Horseshoe Casinò di Las Vegas, Benny Binion, decise di prendersi carico della seconda edizione del torneo e invitò presso il suo casinò un gruppo di giocatori per disputare la prima WSOP con il nome con cui noi tutti la conosciamo. Vinse nuovamente Johnny Moss, questa volta fu una vittoria a tutti gli effetti in un torneo che prevedeva 5000$ di buy in, siamo nel 1971 e il torneo è ancora semi-sconosciuto, nessuno è al corrente della sua esistenza fuori dai confini di Las Vegas.

Nel 1972 a vincere fu “Amarillo Slim” Preston, personaggio estremamente mediatico, grazie al quale le WSOP ebbero il primo risalto sui media nazionali. Preston organizzò un tour pubblicitario in cui fece conoscere a Las Vegas e non solo il fenomeno poker e il suo torneo principe, le World Series, appunto.

Gli sforzi di Preston furono ripagati l’anno seguente, nel 1973, anno in cui la CBS decise di trasmettere in diretta le partite delle WSOP. Per la cronaca, a vincere fu Puggy Pearson.

Nel 1978, per la prima volta, il montepremi viene diviso tra i primi 5 qualificati e nello stesso anno si siede al tavolo la prima donna a partecipare alle WSOP, Barbara Freer.

Il torneo che si disputa nel 1979 vede vincere Hal Fowler, il primo amatore che riuscì a battere i professionisti, volti noti delle WSOP. Sebbene Fowler sia precipitato nel dimenticatoio, dato che non ha più preso parte alle WSOP, la sua vittoria ha aumentato a dismisura l’interesse che gravitava attorno alle WSOP, anche tra i non professionisti che iniziarono a sognare vincite astronomiche e a recarsi a Las Vegas per assistere al torneo.

Nel 1980 a vincere fu un gambler di New York, “The Kid” Ugar e ad accompagnarlo a Las Vegas c’era una troupe cinematografica inviata dalla NBC. Non serve dire quanto questo fatto abbia contribuito alla crescita delle WSOP dal punto di vista mediatico.
L’anno successivo viene disputato il primo torneo completamente al femminile.

L’Horseshoe Casinò è ormai troppo piccolo per ospitare il crescente numero di partecipanti, tanto che nel 1987 si fu costretti a dislocare alcuni eventi presso altri Casinò, tra i quali spiccano il Golden Nugget e il Four Queens. Ad ogni modo, dopo poco più di un anno l’Horseshoe è nuovamente pronto per ospitare le WSOP dopo aver acquisito l’adiacente Mint Casinò. Nello stesso periodo muore Benny Binion e il controllo sullo svolgimento dell’evento passa al figlio Jack.

Jack Binion vuole far fare un balzo di qualità all’evento e per raggiungere il suo obiettivo chiama a corte Jim Albrecht e Jack McClelland, i quali curarono l’atmosfera che circondava le WSOP e iniziarono un lavoro di storytelling per cui ancora oggi questo evento si contraddistingue rispetto agli altri.
Il risultato? Nel 1990 il montepremi raggiunge e supera per la prima volta nella Storia il Milione di Dollari e i partecipanti sono più di 200 solo per il Main Event, le WSOP sono all’apice da quando il torneo è stato istituito nel 1970.

La crescita continuò fino al 1998 e poi ebbe inizio un triennio da dimenticare per le WSOP.


Jack Binion fallisce nel gestire il Casinò del padre e viene escluso dall’organizzazione delle WSOP, l’Horseshoe vive un periodo di forte declino.
L’edizione del 2003 sarebbe potuta essere la peggiore dall’anno della fondazione. Le WSOP subiscono la forte concorrenza del World Poker Tour e il numero dei partecipanti è nettamente inferiore rispetto alle edizioni precedenti. Ma qualcosa di incredibile succede. A vincere in diretta nazionale su ESPN fu Chris Moneymaker, il quale contribuì a rendere il poker una vera moda tra l’elite americana, dagli sportivi alle star del cinema iniziarono a giocare a poker. I giocatori volevano diventare personaggi dello spettacolo e coloro che già lo erano desideravano cimentarsi nel gioco del poker.

Da questo momento in poi le WSOP non ebbero più rivali e il torneo assunse proporzioni che sarebbero state inimmaginabili fino a qualche anno prima. Le cifre che si vincono ai tavoli delle WSOP sono vertiginose. Gray Rayner porta a casa un montepremi da 5 Milioni di Dollari, l’anno dopo la vincita più corposa ammonta a 7,5 Milioni di Dollari.
Nel 2005 l’evento si sposta dalla storica location presso l’Horseshoe Casinò e si disputa al Rio All-Suite Casinò & Hotel, vedendo la partecipazione di migliaia di giocatori da tutto il mondo.
Nel 2006 le WSOP comprendono più di 45 eventi che si svolgono non più solo a Las Vegas ma in Casinò sparsi in tutti gli USA. Il montepremi complessivo supera di gran lunga i 100 Milioni di Dollari, conferendo alle WSOP il titolo di evento sportivo più ricco di tutti i tempi e di tutti gli sport.

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