Il segreto di una buona mano? Le mani!

Anche chi non si considera un giocatore esperto sicuramente conosce l’importanza di limitare l’espressività del volto mentre si gioca a poker, in modo da non offrire agli avversari importanti indizi riguardo la qualità della mano. La cosiddetta “poker face”.
Certamente le espressioni del viso sono un indicatore importante per intuire lo stato d’animo di una persona, ma è molto più difficile capire se un giocatore stia bluffando o meno solo osservando il suo volto.

Lo sostiene anche il professor Michael Slepian dell’Università di Stanford, il quale ha condotto uno studio sul poker i cui risultati sono stati pubblicati da Psichological Science  e ripresi poi in un articolo pubblicato da  Economist.

 

L’esperimento condotto dal professor Slepian prevedeva che 78 studenti si offrissero volontari per guardare video di giocatori di poker che mostravano diverse parti del corpo di questi. Alcuni video mostravano tutto ciò che si vede dal tavolo in su, quindi il busto, le braccia, le mani e il volto; altri video mostravano solo il volto del giocatore mentre il terzo tipo di video faceva vedere solo le mani. Ogni video ha una durata di circa 1,6 secondi e ai volontari vengono mostrati giocatori sempre diversi.
Il compito degli studenti era di giudicare la qualità delle carte in mano ai giocatori.

A differenza di ciò che si pensa è stato riscontrato che gli studenti non sono stati in grado di intuire se le carte fossero buone o meno osservando il volto dei giocatori. Al contrario, è stato osservato che il giudizio dato dal volontario era spesso completamente sbagliato.
Il margine di errore degli studenti diminuisce quando viene loro mostrato il giocatore dalla cinta in su. Tuttavia non è stata riscontrata una percentuale abbastanza significativa di intuizioni corrette per poter definire un legame positivo tra messaggi del corpo e giudizio dei volontari.
Le cose cambiano nel momento in cui vengono mostrate solo le mani dei giocatori. Il professor Slepian ha, in questo caso, riscontrato un legame di positività tra i giudizi dei volontari e l’effettiva qualità delle carte in mano ai giocatori. Anche dopo aver ripetuto più volte l’esperimento i risultati vennero confermati.

Ma come è possibile?

Secondo l’autore della ricerca l’ansia ha il potere di rendere meno sciolti i movimenti corporei, e le mani sono un punto in cui questo tipo di effetto si manifesta in modo maggiore.
 A conferma di quanto detto è stato condotto un secondo esperimento in cui gli studenti, osservando solo le mani dei giocatori, dovevano giudicare quanto confidenti fossero questi ultimi mentre lanciavano le fiches sul tavolo. Ancora una volta la tesi del professore è stata confermata e gli studenti sono stati in grado di fornire intuizioni corrette nella maggior parte dei casi. 

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