I Simpson e i riferimenti al Poker

Chi di voi non conosce la celeberrima serie di cartoni animati che ha come protagonista la famiglia Simpson? Spero nessuno.


Le persone, tuttavia, si approcciano alla serie in modo diverso. Per alcuni rappresenta un irriverente cartone animato, l’ideale per rilassarsi e fare due risate tra un impegno e l’altro. Per altri i Simpson sono l’emblema della società americana e ne rappresentano in modo simbolico i pregi e i difetti. Altri ancora si spingono a paragonare la serie ad un vero e proprio manifesto culturale nel quale vengono esposti complessi concetti filosofici e antropologici in una veste irriverente che spesso li nasconde agli occhi dei più.

Sicuramente colpisce la ricchezza delle tematiche che vengono trattate nel corso delle 26 stagioni andate in onda fino a questo momento , tra le quali spicca anche il gioco d’azzardo con particolare riferimento al mondo del poker.
Se oggi la rete pullula di immagini di cani seduti attorno al tavolo verde lo dobbiamo proprio alla serie americana che ne ha fatto uno dei suoi temi ricorrenti. Immagini di quattro zampe immersi in una partita di poker vengono, infatti, presentate più volte nel corso della serie e, in una di queste, prende parte alla partita anche Mr Burns, il famigerato boss di Homer, forse una velata denuncia nei confronti della classe dirigente americana?

Ma i produttori della serie si sono spinti ben oltre e hanno dedicato al mondo del poker più di una puntata. La più celebre è il quarto episodio della ventiquattresima stagione, in cui Lisa subisce il fascino del poker online e ne diventa dipendente. L’episodio esprime sì un monito per coloro che intendono cimentarsi in questa disciplina, ma dall’altro lato mette in mostra lo sconfinato materiale di studio e approfondimento che è a disposizione di tutti i giocatori di poker e che rappresenta il fondamento per apprendere la strategia che regola questo meraviglioso gioco.
Ben più negativo è il giudizio che viene espresso nel corso del quindicesimo episodio della undicesima stagione, durante il quale la città di Springfield si trova a dover fronteggiare una devastante crisi economica. Le autorità decidono dunque di basare la ripresa esclusivamente sul gioco d’azzardo, con conseguenze pessime sui protagonisti. Marge infatti diventa dipendente dai tavoli da gioco mentre Homer finisce per non sopportare più i ritmi del suo nuovo lavoro da Croupier al casinò.

Ad ogni modo, se esiste qualcosa di completamente assente dalla serie, quella cosa si chiama moralismo. I produttori ci insegnano che nulla è vietato, ma solo che le conseguenza che derivano dalle nostre azioni possono rivelarsi positive o negative a seconda dei casi. Molti dei creatori e collaboratori della serie sono infatti dei giocatori di Poker. Primo fra tutti Sam Simon, spentosi nel marzo del 2015 dopo aver combattuto il cancro senza riuscire a batterlo. Il co-produttore era una presenza costante ai tavoli della WSOP dove è riuscito a collezionare ben 6 premi in denaro.  Anche i doppiatori Hank Azaria, voce di Boe, Winchester e Apu, e Nancy Catwright , doppiatrice di Bart, Flanders, Nelson e Ralph, sono ottimi giocatori di poker. La seconda in particolar modo figura tra gli organizzatori della Monte Carlo Poker Night, uno dei più importanti eventi di beneficenza organizzati nel panorama pokeristico internazionale. 

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