Il Backgammon nell'arte

 

Torniamo a parlare di giochi nel mondo dell'arte. Questa volta il backgammon che ha una tradizione lunghissima nel tempo.
3300 a. C - Tav. per una prima forma del gioco del Senet
Il reperto più antico è la tavoletta di terracotta rinvenuta in un cimitero preistorico a El-Mahasna, nell’Alto Egitto, risalente addirittura al 3300 a.C. circa, conservata nei Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles.

 

2500-2400 a.C - Disegno della pittura rinvenuta nella tomba di Rashepses a Saqqarah
Sempre a Saqqarat è stata rinvenuta nella tomba di Rashepses (ca. 2500-2400 a.C.) una pittura che rappresenta due giocatori di fronte a un tavoliere di Senet, con evidenti pedine di due tipi diversi.
 
1280 a.C ca - Scena di gioco del Senet - tomba di Sen.nedjem - Deir el-Medineh - XIX dinastia - Il Cairo - Museo Egizio
Nell’antico Egitto, a fianco dell’uso profano e ludico del Senet, ne compare anche uno di carattere rituale funerario: nelle raffigurazioni delle tombe compare un giocatore che gioca contro un avversario invisibile. Tra queste raffigurazioni, di particolare interesse è quella della tomba dell’artigiano Sen.nedjem, ritrovata a Deir el-Medineh (ca. 1280 a.C., XIX dinastia): la scena mostra il defunto che gioca, con dietro la moglie; sopra il tavoliere ci sono dieci pedine, alternativamente bianche e rosse e, ai piedi del tavolo, un astragalo; sotto è riportato un passo tratto dal Libro dei Morti che richiama il gioco del Senet.
Una possibile interpretazione del gioco è dunque quella che dopo la morte i defunti giochino per conquistarsi l’aldilà, che il loro destino ultraterreno dipenda dal risultato della loro partita contro il “destino” stesso.
540-480 a.C ca - Achille e Aiace giocano in presenza di Atena - Berlino - Staatliche Museum
L’iconografia ludica della Grecia è piuttosto povera, con l’unica eccezione di un soggetto ricorrente in molti vasi databili tra il 540 e il 480 a.C.: si tratta di due personaggi, abitualmente identificati in Achille e Aiace, che giocano con delle pedine su di un tavoliere e da alcune di queste rappresentazioni si può immaginare che usassero dei dadi.
Sostanzialmente si giocava a Petteia, un gioco con pedine ma senza dadi, e a Kubeia, un gioco con pedine e dadi.

1283 - Dal Libro de los juegos di Alfonso X – Backgammon
Alfonso X (1221-1284), re di Castiglia e Leon dal 1252 fu detto “el sabio” (il saggio) perché la sua corte divenne uno dei centri culturali più rigogliosi della sua epoca. Durante i trentatre anni del suo regno fiorirono tutte le branche del sapere e il re diresse personalmente la compilazione di opere scientifiche, storiche e giuridiche. Alfonso fece anche compilare nel 1283 un grande libro dei giochi noto come Libro de los juegos. Il codice è composto di novantotto carte pergamenacee (scritte in recto e verso) di 40x27 cm e contiene centocinquanta splendide miniature delle quali ben dieci a tutta pagina; è stato dimostrato che le carte in origine dovevano essere cento. Il codice è diviso in sette sezioni legate da una cornice narrativa. La prima e più consistente è dedicata agli Scacchi, seguono quella sui giochi di dadi (senza tavoliere) e quella sulle Tablas. La tavola reale rappresenta il tipo di gioco misto di abilità e di fortuna. Il gioco delle Tavole risulta essere il più vicino alla concezione Alfonsina in merito al destino, e a conferma di ciò sta anche il fatto che Alfonso X sia l’inventore di una variante del gioco, l’Imperator, che le Tavole occupino una posizione centrale nel trattato e che lo stesso si chiuda con un gioco di tavola astrologico.
1330 ca – Dal “Luttrell Psalter”
Il “Luttrell Psalter”  è un manoscritto in lingua latina commissionato dal latifondista Sir Geoffrey Luttrell (morto nel 1345), che viveva a Irnham, nel Lincolnshire.
Un compendio di vita nel medioevo. Un Re e una donna, seduti in un giardino, giocano a un gioco che ricorda il Backgammon.
1490 - Dal 'Livre de Bonnes Moeurs’
Due giocatori di Backgammon litigano. Curioso il fatto che sembrino entrambi mancini. Non avendo visto l’originale di questa immagine, a meno che essa non sia stata specchiata e che quindi sia un banale errore di digitalizzazione, si potrebbe interpretare che l’essere mancini, oltre al fatto che i due giocatori litigano, indichi che questo gioco sia visto in cattiva luce.
1500 ca - Lucas Van Leyden
Olio su tela. Figure che giocano a backgammon in un interno.
1511 – Amore mercenario
Amore mercenario; una giovane donna davanti a un tavolo con accanto un uomo anziano e uno giovane; sul tavolo si vede un set da backgammon, carte da gioco, un liuto, frutta, un calidce e sotto un grande teschio e delle ossa.
1532 - Jan Sanders Van Hermessen
Collezione privata. Particolare di un olio su tela. Una coppia gioca a Trictrac seduta ad un tavolo.
1549 – Incisione
Socordia (Disattenzione) tiene in mano delle carte da gioco e un tavoliere da backgammon.
1550 - Remigius Hogenberg
Un popolano gioca a Backgammon contro una donna: É visibilmente scosso, tiene un cestino sotto braccio e oltre ad aver perso i soldi giocando, viene borseggiato da una signora nello sfondo.
1562 - Pieter Brueghel l'Ancien - Le Triomphe de la mort
Nel Trionfo della Morte si colgono evidenti echi della  situazione politica e sociale di quegli anni di guerre e pestilenze. La morte sopraggiunge uccidendo gli uomini in vari modi. I toni caldi evocano un'atmosfera arida e infernale, in cui gli uomini affrontano il trapasso con i più vari stati d'animo: sorpresa, sgomento, rassegnazione, inutile ribellione. Tuttavia in esso è riscontrabile un'allegoria della guerra e delle miserie umane. Nell'angolo a destra un tavolo con carte da gioco, sotto il quale cerca di nascondersi un buffone, mentre i soldati della morte afferrano damigelle, porgono loro ossa disgustose sui vassoi da portata, rovesciano le bisacce e spargono i giochi, tra cui un tavoliere di backgammon. Nell'angolo una coppia si distrae con la musica, ignorando quanto avviene attorno, simboli di peccato e lussuria.
1595 – Jacob de Gheyn II
Una giovane donna che si guarda allo specchio, è seduta accanto a un tavolo con gioielli e un tavoliere di backgammon; ha un cagnolino sulle gambe che ringhi a una scimmietta incatenata. Sulla destra un putto si introduce nella stanza arrampicandosi dalla finestra.
1595-1600 – Satira
Satira anticattolica con tre gentiluomini dei Paesi Bassi che giocano a backgammon, carte e ai dadi contro tre monaci, uno dei quali ha già perso l’abito; a sinistra il papa e un cardinale intenti at impossessarsi delle vincite.
1600 ca. - Tapestry Museums, Collections, Expositions,
Plate no. 337. Una partita di Backgammon. Brussels XVII secolo. Arazzo second Teniers.
1600 ca. – Crispijn van De Passe
Giocatori di backgammon
Questa incisione è stata tratta da un dipinto di Dirck van Baburen. Contiene una iscrizione latina, "Irarum Causas Fugito" (Fuggi da ciò che causa ira!) assieme ad un’altra in olandese che significa: "Colui che tira i dadi e gioca è un disgraziato, beve, sperpera il suo denaro e picchia la propria moglie."
1600 ca. – Fratelli Le Nain
Giocatori di tric trac
I tre fratelli Le Nain, Antoine, Louis e Mathieu erano pittori che realizzavano ritratti e pittura di genere. Il quadro è esposto al Louvre, a Parigi.
1600 ca. – Sebastian Vrancx
Il giardino di un palazzo con figure che giocano a backgammon.
1600 ca. Theodoor Rombouts
Giocatori di Backgammon
1600 ca. – Valentin de Boulogne
Olio su tela. Giocatori di backgammon
L’autore è un francese “caravaggesco”, attivo a Roma e dalle notizie biografiche oscure. Si faceva chiamare ‘Moïse’ (francese per Mosè), che non era il suo nome, bensì una italianizzazione di ‘monsieur’.
1620 ca. – Dirck Hals
Gentiluomini fumano e giocano a Backgammon in un interno.
1620-1630 ca. – Theodoor Rombouts
In una taverna un giocatore di carte ha afferrato un coltello e sta per aggredire la sua vittima, afferrando con mano ferma i suoi capelli. La vittima, una latro giocatore dall’altra parte del tavolo, urla e cerca di proteggersi con una mano aperta. La luce entra di taglio da sinistra, ponendo enfasi sulla situazione tesa della scena.
Sulla destra un tavoliere di backgammon, con i suoi giocatori che assistono alla lite.
1640 ca. – attribuito a David Teniers il Giovane
Giocatori di Backgammon
Il più anziano lancia I dadi, mentre il suo avversario muove una pedina. Altre due figure nelle vicinanze, guardano il gioco. Sullo sfondo, a destra, tre uomini si scaldano accanto al fuoco.
1650 ca. – Gerbrand Van Den Eeckhout
Due guardie giocano a Backgammon
Van Den Eeckhout era un pittore ritrattista olandese, pupilla di Rembrandt, di cui era amico. I suoi lavori somigliano così tanto allo stile del maestro che a volte sono stati confusi per opere di Rembrandt stesso.
In sorprendente contrasto con il suo stile alla Rembrandt vi sono alcuni dipinti di genere, scene di guardiani, giocatori di backgammon, e così via.
1668 – David Teniers il Giovane
Due scimmie di profilo che giocano a Backgammon, l’una di fronte all’altra: dipinte dall’artista belga David Teniers il Giovane (1610-1690) – Rotterdam, Museo Boijmans van Beuningen.
1672 - Adriaen van Ostade
Interno con popolani che giocano a backgammon; sono seduti su panche, mentre un uomo con una brocca osserva il gioco.
1674-75 – Adrien Van Ostade
Osteria con giocatori di tric trac o backgammon
1739 – Nicolas Lancret
Pomeriggio di Backgammon
1810 - Thomas Rowlandson
Un colpo a Backgammon
1861 – Edward Burne-Jones
Armadietto dipinto (legno e cuoio). L’abilità della fattura di Morris supportasta dale pitture di Burne-Jones's: figure in costumi medioevali. Qualcosa ricorda anche lo stile orientale.
1870 - Alois Schönn
Il gioco del Backgammon
1870 ca. – Jean Béraud
Giocatori di Backgammon
Jean Béraud era un pittore francese dell'Impressionismo. Divenne celebre per le sue scene di vita quotidiana a Parigi durante la Belle époque. Il suo stile è caratterizzato da un vivo realismo, con il quale dipinge l'ambiente borghese, i piccoli mestieri, l'ambientazione dei bistrot e le strade parigine.
1888 Kobayashi Eitaku
Bimbi che giocano in casa
1890 ca. – Friedrich Schroder
Olio su tela. Come si è visto, il gioco del Backgammon appariva spesso nella pittura del XVII Secolo olandese e tedesca. Schroder mostra una certa ricercatezza nel rappresentare il gioco.
1890 ca. – Giulio Rosati
Giocatori di Backgammon
Giulio Rosati fu un pittore accademico, in prevalenza orientalista, appartenente alla "scuola italiana”: prediligeva luoghi e i personaggi del Maghreb di cui dipinse in modo assai colorato i personaggi, come se uscissero da un racconto di avventure.
1980 – Sandra Lawrence
Backgammon
1988 – Giancarlo Impiglia
Giocatori di Backgammon
Giancarlo Impiglia è un pittore italoamericano, specializzato in murales e mosaici. È riconosciuto tra i principali esponenti dell’Art Deco.
2000 ca. – Donna Mac Donald
Backgammon al parco
2000 ca. – Ural Koçak
Remzi e alieno

 

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